La posta del cuore – L’arpa eolia è un strumento molto bello.

Cara postadelcuore,

sono una lettrice di eroscultura, ho 49 anni e un problema che aumenta ogni giorno. Leggendo alcuni racconti, ho scoperto di essere una …lo posso dire? Troia.

Mi spiego meglio. Sono sposata da 24 anni, prima di mio marito, ho avuto due storie e con il secondo persi la verginità. Per molti anni posso dire di avere avuto una vita erotica tranquilla, due figli, un marito che si definirebbe un brav’uomo.

Da qualche anno però, sento di essere cambiata.

Fu un’amica mia a innescare il tutto, mi confidò che frequentava un club privè per scambisti, con il marito e mi invitò a partecipare. Al momento rimasi quasi sconvolta. Poi ci passai le notte sveglia a pensarci. Accennai la cosa a mio marito. Mi disse che ero pazza e che stavo diventando troia, anche perché ogni giorno gli chiedevo più sesso e più spinto.

Gli chiesi il sesso anale e mi rispose che era sporco, se bevevo il suo succo quando lo avevo in bocca, che però gli piaceva molto, diceva che si vergognava e lo tirava fuori sul più bello.

Iniziai a leggere romanzi erotici e compresi che quello era il mio mondo, che io volevo fare sesso come le protagoniste, con maschi che m’insultano (quando mio marito mi disse troia, mi bagnai di colpo) che mi sbattono in tutte le maniere. E non uso il plurale al caso…

Quando poi lessi un vostro romanzo sulle dominazione, allora tutto mi fu chiaro. Dentro, sono una troia che aspira a essere maltrattata e dominata.

Questa è la premessa. La domanda è: dove si trovano maschi cosi? E inoltre, ho 49 anni, amo ancora mio marito e queste “porcherie” vorrei farle solo con lui, ma ho compreso che con lui non potrà mai accadere. Lo lascio? Lo tradisco? E se mi innamoro del mio nuovo amante (che non ho)? Sono sconvolta a continuo a torturarmi con dei vibratori che tengo nascosti.

Ma per quanto ancora?

Grazie.

Accetta un bacio.

Sara64

 

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Cara Sara64,

perdona le settimane trascorse tra la tua lettera e la mia risposta.

Devo dire che ho faticato abbastanza a trovare il tono adeguato per risponderti. Non fraintendere, non è imbarazzo. Qui si può sicuramente scrivere “troia”, ed in ogni caso accetto volentieri il tuo bacio.

Quella che ho messo in cima a questo post è l’immagine del ponte di Tacoma, negli Stati Uniti.

Cosa c’entrerà, ti domanderai, un ponte con il tuo problema? Forse nulla, ma ti racconto questa storia perché, invece, mi sembra significativa.

Il ponte appena costruito, nel 1940, poco dopo l’inaugurazione iniziò ad oscillare, – vibrare -, in modo impressionante, senza alcuna causa apparente.

Soffiava un vento leggero quel giorno, ma l’oscillazione appariva sproporzionata al movimento dell’aria, e il fiume sotto scorreva calmo.

Qui si può vedere un filmato: http://www.youtube.com/watch?v=XggxeuFDaDU

Solo più tardi gli ingegneri compresero che il vento stava mettendo in risonanza il ponte stesso, che rispondeva vibrando e amplificando l’energia.

Praticamente il vento suonava il ponte come una corda di violino, sfregandolo con leggerezza.

Hai presente l’acuto di una cantante che spacca tutti i bicchieri di cristallo della sala? Ecco è quella roba lì, la risonanza.

E’ un fenomeno fisico ben noto, che tuttavia mantiene un’aura di magia e mistero nella nostra percezione.

Senza dubbio questo accade per l’evidente sproporzione tra causa ed effetto; una piccola energia che mette in moto processi energetici di intensità molto più grandi.

Poi, per il modo di propagarsi attraverso il nulla etereo (ed anche noioso) nel quale in fondo viviamo. La risonanza non passa attraverso un cavo, e nemmeno ha bisogno di contiguità come una spinta o il calcio ad una palla, per mostrarsi.

E fin dall’antichità sono conosciuti strumenti musicali chiamati arpe eolie, le cui corde vibrano suonate dal vento.

Ecco, questa mi sembra una bella metafora da utilizzare per descrivere quello che tu chiami “cambiamento”.

Noi siamo tante cose dentro e difficilmente le conosciamo tutte, le cose che noi potremmo essere. E’ bastato entrare in un privè per entrare in risonanza con una parte di te sconosciuta.

Segnatamente non so se in quella occasione hai scopato o solo guardato e valutato la possibilità e il desiderio, ma me lo domando solo perché entra in gioco anche dopo, quando scrivi dell’ipotizzabile tradimento nei confronti di tuo marito.

So bene che sentirsi troia eccita. Immaginare la potenza di cosa può fare il tuo stesso desiderio, il tuo corpo e la tua anima ad un uomo (in questo caso, ma come dici potrebbero essere più d’uno) ti consegna un grande potere.

In fondo il sesso è un grande strumento per livellare le differenze che altrove frustrano. Sentire che puoi inchiodare un uomo alla tua fica dona un senso di temporanea onnipotenza, e questo gratifica.

Non mi sembra una brutta cosa, anche se non ho la minima idea di dove questo ti porterà.

So solo che la risonanza non si ferma quando tu lo desideri. E nemmeno inizia quando tu vuoi. Lo dimostra il comportamento di tuo marito, che in realtà si rifiuta e si nega a ciò che tu sei diventata.

Ti chiedo solo una cosa, però. In questo tuo risuonare, non seguire modelli che non ti appartengono, non rispecchiare desideri e modelli che non sono tuoi. Non rispondere a ciò che ti viene chiesto solo per sentirti gratificata: il tuo modo di esprimere quanto provi mi sembra così poco pertinente al modo di sentire femminile, che il sospetto mi viene.

E lo dico solo per rispetto al tuo cuore, di cui qui si parla. Dopo sarà tutto più facile, anche trovare uomini che ti scopano forte.

Un abbraccio.

D.L.C.

P.S. Il ponte di Tacoma, per via delle oscillazioni, poi è crollato. Tu non guardare la fine del filmato, perché in ogni caso qualche anno dopo, l’hanno ricostruito.

 

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Se sentite

la necessità

di un consiglio ozioso

ma illuminante scrivete a:

postadelcuore[at]eroscultura.com

Ve lo do gratis.

 

Tacchi subito, le cerniere al massimo in un giorno lavorativo; per la passione e i sentimenti a seconda della difficoltà.

DLC. <3




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